Manifesto di AZIONE

I NOSTRI VALORI  · Venerdì 22 novembre 2019·

Ora Basta! L’Italia è un grande Paese. Siamo l’ottava potenza mondiale, la seconda economia manifatturiera d’Europa, uno dei Paesi fondatori dell’Unione Europea e il luogo di nascita della cultura occidentale. Nessuna maledizione ci condanna a dover scegliere tra i disastri dei populisti e quelli dei sovranisti. AZIONE è il luogo di mobilitazione dell’Italia che lavora, produce, studia e fatica. L’Italia stanca degli scontri inconcludenti tra tifoserie e degli slogan privi di contenuti.  Siamo diventati una nazione profondamente ingiusta: con i giovani, con le donne, con le persone bisognose di assistenza, con chi vive al Sud, con chi vuole svolgere la sua attività libero da eccessivi impedimenti burocratici.  Molte di queste ingiustizie derivano dall’incapacità dello Stato di svolgere efficacemente la sua azione, altre dal malcostume alimentato da troppi pessimi esempi. L’Italia non è in sicurezza. Non lo è a causa dell’alto debito, dello sperpero di denaro pubblico, dell’incompetenza e della mancanza di consapevolezza e responsabilità. E non è solo colpa della politica. I nostri rappresentanti ce li scegliamo. Nessuno di noi assumerebbe uno degli attuali leader politici per gestire la sua attività. Eppure gli affidiamo lo Stato, perché non lo sentiamo nostro fino in fondo. AZIONE non è un nome casuale o scelto per ragioni di marketing. Le nostre radici culturali e politiche sono quelle del liberalismo sociale e del popolarismo di Sturzo. La necessità di sintesi tra queste grandi culture è oggi ancora più evidente. I mali che affliggono l’Italia e l’Occidente sono le fratture tra progresso e società, tecnica e uomo, libertà e conoscenza, crescita e sostenibilità, mercato e giustizia sociale. Fratture che non si ricompongono fermando il progresso o limitando la libertà, ma investendo sulla conoscenza e sulla società, restituendo un “senso” e una direzione all’azione dell’uomo e un ruolo preciso allo Stato nell’accompagnamento delle trasformazioni. Lo Stato va prima di tutto rafforzato nelle sue funzioni fondamentali: Scuola, Sanità e Sicurezza-Giustizia dove l’Italia investe oggi molto meno degli altri Paesi europei. Tempo pieno in tutte le scuole, avvio dei giovani alla lettura, alle lingue e allo sport, assunzione di medici e infermieri, assistenza gli anziani e ai malati, presidio del territorio e intransigente rispetto della legalità senza sconfinare nel giustizialismo: queste sono le priorità immediate. Dobbiamo essere consapevoli che un Paese con un tasso di analfabetismo funzionale doppio rispetto agli altri Paesi avanzati, e dove un giovane su due non legge un libro, prepara una generazione perduta. La scuola non è un bacino occupazionale ma il presidio democratico, culturale e civile per formare e liberare gli uomini ed educarli al rispetto dello Stato e della comunità. Uno Stato forte non è quello che nazionalizza le imprese, ma quello che istruisce i cittadini e li prepara ad affrontare le sfide di una società libera e di un’economia fondata sulla concorrenza e sulla sostenibilità. Uno Stato forte è capace di sedersi con autorevolezza, e senza complessi di inferiorità - nascosti dietro inutili diktat - con i partner europei per costruire un’Unione Europea sempre più stretta. L’Europa oggi non funziona perché è l’Europa delle nazioni e non quella delle istituzioni comuni. La costruzione dell’Europa federale e il rafforzamento del rapporto con le grandi democrazie occidentali, devono ridiventare i due punti cardinali della politica estera italiana. La politica economica di AZIONE sarà fondata su tre pilastri: investire, proteggere e liberare. Investire per affrontare le trasformazioni digitali e ambientali giocando in attacco; proteggere quando le distorsioni del mercato e la velocità delle trasformazioni danneggiano i lavoratori e i cittadini; liberare ciascun individuo dal bisogno contingente, dall’ignoranza e da vincoli inutili, perché possa realizzare tutto il proprio potenziale. L’urgente e necessaria rivoluzione ambientale va trattata seriamente. Trasformare l’economia e la società da un modello di sviluppo fondato sul consumo a uno basato sulla sostenibilità e la dignità della persona, è una straordinaria sfida per una nuova stagione di crescita, non la scusa per imboccare la strada della “decrescita (in)felice”. L’Italia può contare su molti punti di forza culturali, sociali ed economici. Per liberarne le energie serve una classe dirigente capace innanzitutto di gestire la cosa pubblica. Il nostro dibattito politico è concentrato su riforme che non riformano e rivoluzioni che non arrivano, mentre il “buongoverno” rimane da 50 anni la priorità disattesa di questo Paese. La classe dirigente di cui abbiamo bisogno è formata da persone che si sono misurate con il cambiamento dando prova di competenza, serietà e coerenza. L’incoerenza e il trasformismo non rappresentano le virtù degli statisti ma il salvagente degli sconfitti. La politica si fonda sulla parola. E se la parola non ha valore, la politica non ha valore. Senza la coerenza viene meno la fiducia che consente a un Governo di implementare un programma di lungo respiro. Se non ci fidiamo della politica, chiediamo piccole prebende oggi piuttosto che grandi iniziative per il domani. Questa spirale va spezzata. Pochi credono che sia possibile per un nuovo movimento politico affermarsi e diventare decisivo. Il cinismo è diventato un tratto distintivo del dibattito pubblico italiano. Eppure oggi il voto è sempre meno convinto e sempre più spesso motivato solo dall’odio verso gli avversari. Questo clima è alimentato dai partiti perché rappresenta l’unico modo in cui fallimenti, giravolte e alleanze altrimenti incomprensibili, possono trovare giustificazione. In nessun Paese europeo gli eredi delle grandi culture politiche del ‘900 hanno scelto di allearsi con gli avversari della democrazia liberale, con il pretesto di volerli “costituzionalizzare”. l contrario, spesso si sono uniti per condurre una controffensiva vincente. Questa è la strada giusta. AZIONE diventerà il pilastro di un grande Fronte Repubblicano e Democratico capace di ricacciare populisti e sovranisti ai margini del sistema politico. Per questo consentiremo la doppia tessera. Non vogliamo escludere ma al contrario tenere le porte ben aperte. Il nostro obiettivo non è frammentare ulteriormente il sistema politico, ma lavorare per l’unità e il rinnovamento delle forze liberal democratiche. Sconfiggere l’ignoranza e gestire la paura, governando il cambiamento, è possibile. Dipende solo da noi. Non siamo condannati a scegliere il male minore. L’Italia è più forte di chi la vuole debole. Entriamo in AZIONE!

Carlo Calenda

Progetti

Il Comune di Frascati fa parte dell'Area Metropolitana di Roma, in particolare del complesso dei Castelli Romani. La sua economia, la socialità, il sistema infrastrutturale, la cultura e la storia sono parte integrale di Roma.

L’area collinare dei Castelli Romani è un territorio in quota che raggruppa numerosi  insediamenti   urbani dai 200 mt slm di Lanuvio all’estremo ovest ai 760mt slm di Rocca Priora all’estremo est con in mezzo Rocca di Papa che divide i Colli Tuscolani ad est dai Colli Albani ad ovest. E’ formato da 20 Comuni , il piu’ grande dei quali è Velletri e il piu’ piccolo Nemi ; in tutto piu’ di 300 mila abitanti ,oltre 100 mila in piu’ negli ultimi 30 anni. Una crescita antropica disordinata che ha compromesso le speciali qualità ambientali della zona . Il primo problema quindi è quello urbanistico ad evitare che anche questa area venga inghiottita dal degrado delle periferie romane con cui confina a sudest .

Un progetto di recupero urbanistico della intera zona valorizzando le specifiche qualità e vocazioni di ognuno dei paesi dovrebbe comprendere due altri progetti :
trasporti e servizi pubblici locali - i trasporti interni alla zona sono serviti da società comunali e da Cotral con una bassissima efficienza e nessuna cooperazione tra i Comuni,ognuno per se’.I trasporti verso Roma sono serviti in due modi: -su strada da Cotral verso il capolinea Anagnina della metropolitana con bassa efficienza anche a causa del forte traffico privato ;

su rotaia verso Termini con quattro linee,  da Velletri , da Albano, da Frascati e da Cassino confluenti sullo snodo di Ciampino; un servizio con poche corse rispetto alla domanda ma con tempi ragionevoli (da Frascati a Termini un treno ogni ora ma nel tempo breve di 20/25minuti).Il progetto piu’ facile da realizzare con poca spesa è quello di un servizio navetta ogni 15-20’ sulle tre canne fino a Ciampino moltiplicando cosi’ il numero dei passeggeri (i treni sono pieni nelle ore di punta) ; poi da Ciampino in 8’ si arriva a Termini.

Un ulteriore miglioramento è possibile in campo ambientale trasformando a metano tutto il parco dei mezzi pubblici Cotral e comunali.

Anche nel campo dei servizi pubblici locali , tranne che nella distribuzione acqua affidata in concessione ad Acea per tutta la Provincia di Roma , ogni Comune fa per se’ nella raccolta dei rifiuti e nella pubblica illuminazione con un bassissimo livello di efficienza e costi alti . Nella distribuzione dell’acqua il livello qualitativo del servizio Acea è modestissimo sia nella gestione operativa,con perdite sopra il 50% e un parallelo spreco di energia ,sia nella razionalizzazione dell’intera rete dei Castelli Romani ; invece di mettere toppe nei singoli Comuni servirebbe un progetto che ottimizzi le fonti di approvvigionamento,l’integrazione delle reti e aumenti la capacità di accumulo dell’acqua piovana in ragione delle variazioni climatiche .

Nella gestione dei rifiuti e della pubblica illuminazione è evidente che un’organizzazione consortile ridurrebbe notevolmente i costi operativi per effetto delle economie di scala e le dimensioni sono tali da giustificare economicamente impianti di trasformazione delle masse verdi in energia elettrica e biogas.

Operando con questi criteri i margini di miglioramento economico in tutti e tre i servizi consentirebbero la formazione di un autofinanziamento strutturale sufficiente a sostenere gli investimenti senza aumentare le tariffe.

Sono progetti che si scontrano con il campanilismo e soprattutto con l’incapacità del Comune di Roma di concepire soluzioni appropriate per i diversi contesti geografici e ambientali della vasta provincia romana dispersa in tanti piccoli centri che non assomigliano in niente con la logica operativa della forte concentrazione urbana di Roma. In questo senso il gruppo locale di AZIONE potrebbe raccogliere le competenze necessarie per qualificare e dimensionare queste idee.

Roberto Macrì

 

Progetti  già elaborati dal Gruppo Azione Frascati per lo sviluppo sociale ed economico dell’Area Metropolitana di Roma - sezione area sud est - Castelli Romani

Composizione del Gruppo Aperto di Progetto: esperti di strategie imprenditoriali e gestione dei settori energia, ambiente e sicurezza, logistica, pubblici servizi e comunicazione multimediale

Quadro strategico d’intervento : mobilità, agricoltura, turismo, cultura, innovazione 4.0 :

La metropolitana dei Castelli Romani : nuovo sistema dei trasporti per l’area diffusa dei Castelli Romani (razionalizzazione del sistema ferroviario dell’area sud di Roma) - AZIONE : miglioramento della mobilità dell'Area Metropolitana - Diminuzione delle emissioni

Le Terme di Roma: intervento di recupero dell’infrastruttura «Vela di Calatrava» - recupero della struttura mediante l' integrazione delle attività sportiva del progetto iniziale con la cura della persona mediante lo sfruttamento della geotermia a bassa entalpia del giacimento di Grotte Portella ( riferimento CNR VIGOR) - AZIONE : economia ed occupazione

Smart Green Farm: impiego della geotermia per impianti serricoli e filiera benessere da parte delle imprese agricole BIO; utilizzo dei BigData rilasciti da ESA ( Progetto LazioPulse) - AZIONE : sviluppo economia agricola sostenibile e dell'occupazione professionale di settore

Nota: questi progetti di massima sono stati elaborati in collaborazione con alcuni dipartimenti delle Università di Roma La Sapienza e la Terza Università di Roma e sono corredati dei necessari studi di fattibilità e sostenibilità economica. L’intento è quello di riqualificare l’attrazione turistica dell’ interland romano attraverso una migliore mobilità, l’aggiunta del comparto benessere del sistema termale in grado di portare la permanenza turistica alberghiera da 4,2 gg a 12 gg con un impatto economico ed occupazionale rilevante Per meglio comprendere abbiamo sviluppato dei collegamenti ipertestuali ai rispettivi titoli.

Angelo Chiolle